PRIN: PROGETTI DI RICERCA DI RILEVANTE INTERESSE NAZIONALE – Bando 2022 PNRR

GIVRE al convegno “D’amore e di lotta. Disegnare politiche, alleanze e relazioni di genere”. 14 – 15 febbraio, Università degli studi di Trento

Un’ occasione per riflettere sulle alleanze che sono state costruite e su quelle che si possono costruire nella dimensione sociale dell’attivismo, in quella culturale delle espressioni artistiche femministe e in quella accademica della ricerca, degli studi femministi e di genere, per realizzare un cambiamento radicale nel nome della giustizia sociale, dei diritti e delle libertà.


Nell’ambito del convegno “D’amore e di lotta. Disegnare politiche, alleanze e relazioni di genere”, Il gruppo di ricerca Givre ha presentato un paper dal titolo “Tecnologie digitali, violenza di genere e forme di resistenza: un’analisi critica a partire dall’esperienza degli/lle utenti”. Di seguito, una sintesi del contributo presentato:

Negli ultimi due decenni, le tecnologie digitali hanno trasformato profondamente la società, influenzando economia, politica, cultura e socialità. Tuttavia, queste trasformazioni hanno anche generato nuove forme di potere e controllo, come evidenziato dai concetti di “capitalismo di piattaforma”(Srnicek 2017) e “capitalismo della sorveglianza”(Zuboff 2019). Le piattaforme digitali, pur favorendo in alcuni casi l’empowerment degli utenti, sono principalmente regolate dalle logiche di profitto delle aziende proprietarie  (Van Dijck et al. 2018), creando asimmetrie di potere che amplificano discriminazioni e violenze di genere online, in particolare contro gruppi vulnerabili.

Il progetto di ricerca “GIVRE” ha analizzato la violenza di genere digitale attraverso 40 interviste qualitative, evidenziando come essa assuma forme diverse, tra cui hate speech, cyberstalking e doxing. Tali fenomeni sono legati a strutture sociali e culturali radicate e si manifestano maggiormente tra le generazioni più giovani. Le strategie di contrasto adottate dagli utenti comprendono l’evitamento e l’uso di strumenti di segnalazione delle piattaforme, ma si riconosce anche la responsabilità di queste ultime nella diffusione della violenza.

L’analisi del fenomeno si basa su una prospettiva femminista e intersezionale, considerando la violenza online non come un evento isolato, ma come il risultato di disuguaglianze strutturali nel contesto del capitalismo digitale. Viene inoltre sottolineata la necessità di un approccio decoloniale (Noble & Tynes, 2016) per comprendere il legame tra violenza digitale e dinamiche di potere globali.