IL PROGETTO
Il progetto GIVRE esplora le pratiche di resistenza, resilienza ed empowerment negli spazi digitali contro tutte le forme di violenza online.
In primo luogo, analizzerà le dinamiche alla base delle pratiche violente e abusive sui social media; in secondo luogo, farà luce sulle pratiche di resilienza (ad esempio, adattamento, affiancamento, “vigilantismo”) e di empowerment (sviluppo di competenze digitali e tecniche, advocacy, costruzione di alleanze) per costruire spazi digitali accoglienti e non discriminatori.
GIVRE si propone di condurre uno studio sistematico sulla violenza di genere online e sulle relative pratiche di resilienza ed empowerment, utilizzando metodi qualitativi e quantitativi.
È necessario un approccio metodologico misto per sondare le molteplici forme di abuso percepite e vissute che si manifestano negli spazi online, con riferimento a diverse soggettività (donne, persone LGBTQ, persone con disabilità, seconde generazioni); allo stesso tempo, è fondamentale analizzare le strategie e le tattiche (ad esempio, modificare le impostazioni della privacy sui social media, gestire le foto del profilo, sviluppare particolari strategie di visibilità) che i soggetti e le comunità adottano per rispondere a minacce potenziali o reali come forme di resilienza.
Il progetto persegue i seguenti obiettivi:
- Far progredire la conoscenza e la comprensione della relazione tra tecnologie digitali e genere.
- Sviluppare un kit di strumenti per l'autodifesa digitale che permetta agli utenti di affrontare i comportamenti abusivi negli spazi digitali.
- Mappare le buone pratiche e raccogliere linee guida politiche e progettuali per affrontare la violenza di genere online e promuovere l'empowerment.
- Consolidare e formalizzare una rete nazionale di ricerca-azione in grado di fornire raccomandazioni politiche e linee guida per la progettazione di piattaforme digitali più sicure e di promuovere collaborazioni internazionali.
Le attività di ricerca, condotte attraverso una metodologia qualitativa e quantitativa, comprendono diversi step.
Per esplorare le modalità in cui gli/le utenti di piattaforme diverse percepiscono la violenza di genere online saranno realizzate interviste qualitative. L’obiettivo è inoltre esplorare i modelli e le dinamiche principali della violenza di genere agita online, le piattaforme più citate associate a comportamenti violenti e le relative tattiche di resistenza.
La seconda attività si concentrerà sulla realizzazione di focus group con “testimoni privilegiati” che lavorano nel campo dell’antiviolenza (operatrici, avvocate, attiviste), del design tecnologico (sviluppator*, web designer) e nella governance degli spazi online (agenzie di controllo, policy-maker). Questa fase ha l’obiettivo di mettere a confronto idee, approcci di intervento e visioni sulla violenza online di genere e sul lavoro che viene attualmente svolto in Italia per affrontarla..
In aggiunta ai focus group sono previsti dei workshop di progettazione partecipata con espert* antiviolenza, artist* e utenti comuni per consentire un brainstorming collettivo sugli immaginari di empowering che circondano le tecnologie digitali. Questa fase mira a progettare la costruzione di spazi digitali che possano essere non discriminatori e potenzianti per tutt*, e in particolare per le soggettività vulnerabili.
Ed infine sarà condotta una survey nazionale – il primo studio quantitativo in Italia sul fenomeno – somministrata a un campione statisticamente rappresentativo di adulti italian*, con l’obiettivo di indagare la presenza di violenza di genere online e le relative esperienze, comprese le pratiche di resilienza ed empowerment.